
Che cosa dobbiamo, realisticamente, aspettarci dal futuro? Che evoluzione attende l'Europa, sempre più compressa tra il potere imperiale dell'America e la crescita sempre più aggressiva di colossi asiatici come Cina e India?
Gli occidentali, dopo la caduta del comunismo, oscillano tra il culto per le date e il gusto per le profezie: con il 1989 si è chiuso il ventesimo secolo e con l'11 settembre 2001 se n'è aperto uno totalmente nuovo.
Gli anni Novanta sono stati caratterizzati dalla fiducia per una pace duratura, subito dopo annullata dall'attacco alle Twin Towers, da un nuovo conflitto tra civiltà e da una "strisciante" terza guerra mondiale.
Ecco la visione che ci propone l'ultimo saggio di Minc: un mondo senza più confini, che si è rimpicciolito, ma non è affatto diventato più pacifico. Un mondo perennemente destabilizzato, che oscilla tra la fatalità e l'azzardo. Un mondo focalizzato su un paese forte e dominante, come gli Usa, sempre più distante dal vecchio continente, e nuovi paesi emergenti, come la Cina, che plasmano e copiano a tal punto il modello occidentale da rappresentare una minaccia per l'equilibrio mondiale.
Minc si interroga senza pregiudizi ideologici sul nostro destino, per cercare una risposta adatta alla vecchia Europa, posta di fronte, come mai è accaduto da secoli a questa parte, a sfide rischiose e impreviste, per le quali è necessario un nuovo modello, una nuova strategia, un nuovo paradigma economico.