Il marketing all'assalto dell'infanzia
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Il libro di Susann Linn è un resoconto lucido, puntuale e documentato sullo sfruttamento commerciale, che sconfina spesso nell'abuso, di bambini e famiglie da parte delle grandi corporation. Aziende e colossi della distribuzione che per fare profitti sempre maggiori hanno bisogno di espandere i loro mercati in ogni direzione e aumentare la penetrazione dei prodotti in ogni segmento, acquisendo sempre nuovi consumatori. Fornendo testimonianze ed evidenze molto convincenti, Linn ci porta a osservare un mondo nel quale si considera legittimo trattare i bambini e le loro preferenze come puro potenziale commerciale, manipolandoli di conseguenza. E non si tratta solo di adolescenti e preadolescenti, ma di bambini anche molto piccoli, in età prescolare o che magari muovono i primi passi. Però già abbastanza "grandi" da riconoscere una confezione con un dato marchio al supermercato, per chiederne insistentemente l'acquisto ai genitori intenti a fare la spesa.
L'autrice analizza le modalità con le quali le aziende si infiltrano nella vita quotidiana dei nostri figli. La loro presenza si manifesta sin dalla culla, attraverso ninnoli e sonagli raffiguranti personaggi, per lo più televisivi, che presto diventeranno familiari ai piccoli e da essi ricercati. Una volta all'asilo, bambini e bambine troveranno giochi distribuiti dalle stesse aziende, con gli stessi marchi. Più tardi, a scuola, la scelta di acquisto non solo di astucci, matite e quaderni, ma perfino di libri sarà pilotata dalle grandi aziende multinazionali, che in alcuni paesi come gli Stati Uniti sovvenzionano in vario modo gli istituti scolastici. Il lavoro di Susan Linn non è solo un'analisi di come attraverso i media le aziende riescano a influenzare le scelte dei più piccoli. è, in primo luogo, lo studio degli effetti che tutto questo può avere sulla loro crescita e sul loro sviluppo. Come accade con il marketing dei prodotti alimentari con i suoi disastrosi effetti in termini di obesità infantile; o con l'esposizione a certi messaggi pubblicitari, capaci di stimolare la violenza, le pratiche sessuali precoci e non sicure, l'uso in età scolare di alcol e tabacco.
Un intero capitolo è dedicato al gioco e alla creatività, attività in via d'estinzione, fondamentali, secondo Linn, per lo sviluppo mentale, sociale ed emotivo dei bambini, e perciò da incentivare ed accrescere.
Non tutto è perduto, secondo Linn, che ci mostra anche come sia possibile fermare il "vortice del marketing", spiegando cosa possono fare genitori, insegnanti, istituzioni. Una sfida nuova per chi si occupa di educazione e di formazione, un problema sociale e culturale di grande rilievo per le nostre società, soffocate oltre ogni misura dall'impulso, spesso senza criterio, al consumo.
Un libro che ci invita a riflettere su come contrastare a casa nostra l'invadenza di stile americano della pubblicità e della televisione, per tornare, come scrive Marina Salomon nella sua bella prefazione, a giocare con i nostri figli, a dare loro emozioni, amore e sicurezza. E non i loro surrogati fatti di shopping e acquisti compulsivi che, presto, lasciano dietro di sé il vuoto, la solitudine, il disagio.

Susan Linn è docente in psichiatria infantile all'Harvard Medical School e direttore associato del Media Center al Judge Baker Children's Center di Boston, uno degli enti più autorevoli nel campo della ricerca medico-psicologica su bambini e adolescenti. Autrice di numerosi studi e saggi, conosciuta a livello internazionale per il suo pionieristico lavoro sui bambini, svolto utilizzando pupazzi e giochi terapeutici, è co-fondatrice della coalizione contro lo sfruttamento commerciale dei bambini.
Vive negli Stati Uniti, a Brookline, Massachusetts.





formato: 140x210
pagine: 400
prezzo: euro 20,00
ISBN: 88-88774-25-4



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