
Lo shopping è un argomento che rende nervosi. Quando viene toccato, la gente ridacchia per il disagio, come se fosse stato citato qualcosa di intimo e leggermente illecito. Questo libro parla delle passioni che ci spingono a comprare e di come tali impulsi abbiano cambiato il mondo, dalla preistoria all'era di internet. Il libro non parla solo dell'acquisto e della vendita, ma dell'uso e del desiderio che sono al centro dello shopping moderno. L'intento è quello di far capire cosa ci sia di strano in ciò che sembra familiare, di cercare le origini della dipendenza dall’acquisto e di chiarire la complessità di ciò che all'apparenza sembra semplice. La tesi di Thomas Hine, esperto di consumi e di costumi contemporanei, è che lo shopping sia, allo stesso tempo, un viaggio nelle nostre aspirazioni e la realizzazione di una responsabilità; fomenta sensi di colpa e momenti di orgoglio; può essere un peso o una fonte di gioia. Il nostro modo di fare shopping ci rivela cose di noi che, forse, preferiremmo non sapere. Nel comprare oggetti definiamo noi stessi attraverso i nostri rapporti con le cose e i significati che la società attribuisce loro. Quando ci mettiamo addosso ciò che compriamo, proviamo diverse identità. Viviamo all'interno di un'economia consumistica globale in cui la prosperità dipende dalla volontà, di chi compra, di cercare prodotti nuovi, esaltanti, diversi.
Lo shopping ci consente di migliorare la nostra vita o è semplicemente una perdita di tempo e di denaro? La risposta, in fondo, è dentro di noi.