
MEMORIE DI UNA COMMESSA
Quando chiedi a un commesso di una boutique che lavoro fa, nove volte su dieci ti risponderà: “LAVORO
NELLA MODA”.
Il guaio è che ci crede!
Modaioli volenterosi, travet del gusto imposto, i Caronte degli stracci, i coatti dei maglioni serigrafati,
i mascalzoni ripuliti, i ragazzi di borgata, gli ex marchettari, e qualche (rarissimo) bravo stilista, tutti, senza
esclusione di colpi, raccolti in questo libretto. Che testimonia i dialoghi irriverenti, esilaranti,
sgrammaticati pronunciati in un’elegante boutique. Dove ciascuno si trasforma nel più volgare e chiassoso
dei clienti.
“Sono depressa. Mi faccia vedere
un po’ di seta così mi sento
subito meglio.”
“Posso pagare parte con carta, parte
con assegno e il resto a rate?”
“Compro da Zara solo
per sopravvivenza.”
“Ieri ho mangiato solo un’insalata
a pranzo e un po’ di bresaola a cena.
Mi sentivo una modella!”
Dialoghi rubati in una boutique
in cui ognuno si crede il pił raffinato del mondo