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Il Giornale - 20.12.2007

Lo stupidario della libreria
Scusi, ha "Sequestro è un uomo" di Primo Levi?
"Il fu Mattia Bazar", "Il barone rampicante" e altre perle rare: in un libello le richieste più assurde di chi acquista

Ma com'è questo "Tre metri sotto terra" di Moccia? Funwereo, verrebbe da rispondere. E che dire invece alla signora che chiede: "Mi servirebbe 'Quer pasticciaccio brutto di via Teulada' di Gadda"? Che ha perfettamente ragione, a via Teulada di pasticciacci brutti se ne sono visti tanti. Queste e altre perle sono raccolte in uno stupidario davvero divertente, curato dall'agenzia letteraria Grandi & Associati, con prefazione di Stefano Tettamenti, che di Laura Grandi è socio e amico da anni.
Nelle 112 pagine del volumetto "Il fu Mattia Bazar e altre storie da libreria" (Orme editori) sono raccolte le chicche più belle di una quarantennale frequentazione degli autori con "librai, commessi di libreria, rappresentanti editoriali, autori, editori, agenti letterari, lettori e aspiranti tali". Non tutte sono state ascoltate direttamente dai curatori.
Alcune sono state segnalate dalla rivista "Effe" diretta da Giovanna Zucconi, altre sono riprese da due libri: "Non ne ho la più squallida idea" di Stefano Bartezzaghi (Mondadori, 2005) e le Pistole di Cicerone di Alessandra Casella e Davide Tortorella (Baldini&Castoldi, 1994). Altre ancora vengono dall'esperienza sul campo di Andrea Cane, Andrea Guglielmino, Lele Lomazzi, Fabio Masi, Fabio Zaio e altri librai. Scrive Tettamanti: "Va da sé che qeusta specie di stupidario dotto non nasconde intenti sociologici, tentazioni moralistiche e tantomeno volontà di dileggio. Il suo scopo profondo è uno solo: dimostrare che le librerie sono posti allegri e accoglienti in cui si pratica la tolleranza".
Senza sprecare altre parole, ecco una scelta: "Si intitola 'Tutte le poesie', ma non so l'autore. Lo avete?". "'Fenomenologia sotto spirito' di Kant lo trovo in filosofia, vero?". "Avete i libri della Sarah Mago?". "Voglio un romanzo di saggistica". E poi c'è chi cerca l'improbabile: "I malori delgiovane Werther", un'edizione scolastica dello "Zabaione" di Leopardi, "Il Candido" di Volterra, "Zampa bianca" di Jack London, il "Feretro" di Platone, "Danubio" di Magritte, "Il morbo di Alzheimer" di Patrick McGRath, "Il ritratto di Doris Day" di Oscar Wilde, "Ladri di mutandine" di Andrea Camilleri, i "Vangeli ipocriti", "Il giovane Golden" di Solingen, "Stern" di Rigoni Mario,"Zio Vanni" di Chechov, "Sequestro è un uomo" di Primo Levi (che diventa anche "Se questo è un uovo), "Il barone ruspante" di Calvino (altre versioni: "Barbone rampante", "Barone rampicante"), sempre di Calvino c'è chi cerca "Braccobaldo".
Se dovessimo creare una categoria di imperdibili, dovremmo inserirci di diritto "LA pastorella americana" di Philip Roth, il "Gattosilvestro" di Victor Hugo, la sagra del "Signore degli agnelli" e"IL vomito" di Jean Paul Sartre. E per finire c'è anche chi chiede "Il manifesto del partito comunista" e poi si stupisce: "Ma questo è il libro, io volevo il poster...".
Saranno tutte vere? Se anche fossero inventate, complimenti al buontempone.

Caterina Soffici