Ossimori, paradossi e altre perle di saggezza
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La Stampa - 08.06.2007

Ossimoro e paradosso i cortocircuiti del cervello
La sua ignoranza è enciclopedica. Ho conosciuto Doris Day prima che diventasse vergine.
Il primo è un ossimoro, il secondo un paradosso. Entrambi producono nel cervello un cortocircuito. E un sorriso.
In gerco oxys significa appuntito, arguto; moros ottuso, stupido. L'ossimoro è dunque un'acutezza ottusa. O, se preferite una stupidaggine arguta. La stessa parola ossimoro, insomma, è un ossimoro. I politici italiani hanno scoperto questa figura retorica solo di recente. Parlano di "silenzio assordante" quando la parte avversa si astiene dal commentare un fatto che le crea imbarazzo. Ignoriamo tuttvia se sappiano che trattasi di ossimoro e se sospettino che possano esisterne altri.
Ne esistono in quantità, naturalmente, e ogni giorno se ne inventa qualcuno. Mardy Grothe, psicologo della New York University, li colleziona. Troviamo una parte della sua raccolta in Ossimori, paradossi e altre perle di saggezza, editore Orme, 250 pagine a 10 euroche ci mettono a disposizione un "catalogo di citazioni per indicare chi ci ascolta".
Si può anche definire l'ossimoro un paradosso compresso. E il paradosso un ossimoro concettuale. "Se desideri vivere, devi prima presenziare al tuo funerale": questo è di Katherine Mansfield, grande narratrice. "Il superfluo è necessario", parola di Voltaire. "Per guidare gli altri, cammina alle loro spalle", sorniona saggezza cinese. "Inghilterra e America sono due nazioni divise dalla stessa lingua": Bernard Shaw, L'uomo che ha fatto quasi tutto.
Lezione di democrazia: " Ricordati sempre che sei assolutamente unico. Proprio come tutti gli altri". filosofia della libertà: "Dobbiamo credere nel libero arbitrio. Non abbiamo altra scelta".ambiguità sessuale, buona per Luxuria, da non dire alla Gardini: "sono un abrogino, oserei dire che sono un androgino virile".
Queste battute non hanno un semplice interesse retorico. Nell'ossimoro e nel paradosso mettiamo in atto un repentino rovesciamento del punto di vista rispetto al modo di esprimersi consolidato. Lo psicologo Eward De Bono definisce questa relazione "pensiero laterale" o "pensiero divergente". Le grandi scoperte scientifiche sono spesso il frutto del pensiero divergente, proprio ciò che scuola e tv non coltivano. L'umorismo è parente stretto del pensiero laterale. Per questo ossimori e paradossi suscitano il sorriso. Sarebbe interessante vedere che cosa succede nel cervello quando ascoltiamo un ossimoro. Con la risonanza magnetica funzionale si potrebbe: lo suggeriamo ai linguisti. Per finire, un consiglio utile: "Vai sempre al funerale degli altri, altrimenti nessuno verrà al tuo".
Piero Bianucci