Mente e cervello - novembre 2007
Il pericolo delle luci rosse.
Provate a digitare XXX su Google: le voci registrate, nel giorno in cui è stata scritta questa recensione, erano più di 216 milioni (oltre 3 milioni in lingua italiana). Un dato approssimativo, ma che dà l'idea delle dimensioni assunte dal fenomeno "pornografia su Internet", il tema centrale di questo ampio reportage, scritto da una giornalista statunitense per denunciare la "pornificazione" del nostro mondo. In altri termini, per spiegare come l'industria del porno, intesa principalmente come materiale porngrafico disponibile su Internet, stia trasformando le relazioni e il modo di vedere il sesso. Uno dei problemi principali quando si affronta questo argomento, sostiene Paul, è che chi sostiene il diritto degli adulti di usare materiale pornografico, considerandolo sostanzialmente innocuo, spesso ha in mente un tipo di immagine alla "Playboy" molto diversa da quello che si trova in rete, dove dilagano immagini violente e degradanti.
L'autrice, nota per le sue inchieste su matrimonio e famiglia, non nasconde il suo punto di vista francamente critico nei confronti del fenomeno. Che può apparire puritano a un europeo, visto che tende a glissare sui confini tra erotismo e pornografia, e a considerare le donne che ammettono di apprezzare questo genere, comunque una minoranza, solo come vittime delle circostanze desiderose di compiacere i propri compagni.
I dati però fanno pensare: il 77% degli statunitensi, ricorda Paul, ha visto materiale pornografico nel corso dell'ultimo mese, e il numero di siti porno è crescito di 17 volte tra il 2000 e il 2004. Sostenere che la massa di materiale pornografico disponibile, e le immagini che a questo in qualche modo si riferiscono ma sono alla portata di tutti, nella moda, nella musica o in televisione, non modifichi la nostra visione delle relazioni sessuali "è come affermare che la pubblicità non cambia il nostro atteggiamento nei confronti degli acquisti". Gli studi in materia sono pochi, e visto che da quelli realizzati negli anni ottanta da Zilmann e Bryant emerge che la visione protratta di materiale pornografico non solo altera la concezione della sessualità ma tende ad attenuare la sensibilità nei confronti di stupri o affermazioni maschiliste, nota l'autrice, ci sono anche ostacoli di tipo etico alla prosecuzione di questo tipo di indagini. Pamela Paul ha scelto, forse a scapito dell'oggettività scientifica, di analizzare il fenomeno partendo da un centinaio di interviste che, per quanto non condizionate da una scelta non casuale, propongono riflessioni in parte ovvie, ma sempre inquietanti. E fanno capire fino a che punto la pornografia possa allontanare gli uomini dalle partner e dare una visione distorta del sesso, portandoli, a desiderare un modello irrealistico.
Tanto che per il 47%delle intervistate afferma che la pornografia danneggia le relazioni, e non solo perché le ore trascorse al computer allontanano materialmente molti uomini dalla famiglia, ma anche da amici o relazioni reali. Come i videogiochi o altre interazioni con un interlocutore virtuale, il porno online spinge a cercare sensazioni sempre più forti, e soprattutto a perdere di vista le complicazionidelle relazioni reali: nel virtuale, commenta l'autrice, non ci sono intoppi, fallimenti imbarazzanti o la necessità di offrire cene e ascoltare, o fare discorsi sentimentali.
Tutto questo è abbastanza preoccupante, senza aprire il drammatico capitolo dei bambini spesso lasciati soli con la possibilità di accedere a questi materiali. Secondo uno studio statunitense del 2001, il 70% degli adolescenti ha visto su internet materiale pornografico, che per molti, nota Paul, rischia di diventare il modello per le interazioni future con l'altro sesso. In questo caso, non sembra eccessivo l'invito dell'autrice a una più severa regolamentazione. Per gli adulti, più del proibizionismo sembra utile una riflessione, come quella proposta dal libro, sull'impatto che questi contenuti possono avere sull'immaginario e di riflesso sulla nostra vta.
Paola Emilia Cicerone