Vanity Fair - 23.08.2007
Sempre all'altezza.
La statura influenza la vita, gli amori e le scelte?
Di sicuro il guardaroba.
Miniguida alla ricerca del look su misura
Se foste più alte (o più basse), avreste lo stesso partner, lo stesso lavoro, gli stessi amici? Probabilmente no. Almeno secondo le teorie di Stephen S. Hall, giornalistascientifico americano, convinto che la statura fisica influenzi quello che siamo e influenzi ciòche diventeremo: dal modo in cui veniamo trattati ai giochi che facciamo durante l'infanzia, al partner che scegliamo. Fino addirittura allo stipendio che percepiamo. In Una questione di statura (ed. Orme), appena uscito in Italia, Hall spiega cause e conseguenze del pregiudizio che affligge i bassi, attraverso un'accurata indagine antropologia, sociale, culturale. Perché già dalla pubertà, per non parlare, poi, dell'adolescenza, momenti in cui le gerarchie si fanno importanti, "più grandi" solitamente corrisponde a più alto, più robusto, più forte. Ma il saggio risulta anche rassicurante, perché i "tappi", nonostante tutto, riescono comunque ad avere successo. Parola dell'autore, che misura 1 metro e 66.
A caccia dell'effetto ottico
Arrivare, questo è il problema. Alla mensola più alta e nella vita. E se lo ripeti come un mantra, forse funziona. Non a caso i più determinati, in ufficio e nelle relazioni, sono proprio i più "piccoli". Che in Italia misurano meno di 1 e 74 (altezza media degli uomini) e 1e 62 (donne). Cifre relative (in Giappone, per esempio, i nostri connazionali sarebbero sopra la media nazionale), e soprattutto destinate a salire, vista la misura dei ragazzini di oggi. In attesa del riscatto o di un balzo di crescita a scoppio ritardato (se l'età ancora lo consente), le piccole possono, con i giusti accorgimenti, rubare qualche centimetro. Pratica cui dovrebbero essere già avvezze. Elisa Goodkind, stylisti di New York, che ha vestito anche molte celebrities (compresa Valeria Golino per la copertina di Vanity Fair ), consiglia: "LE donne più basse dovrebbero evitare gonne e abiti lunghi, meglio invece, skinny jeans da portare con i tacchi alti, un mix che slancia. Lo stesso effetto lo fanno le maglie col collo a V, i pantalonia vita bassa e le giacchine avvitate. Da evitare, invece, le scarpe con i lacci alla caviglia, i cappotti lunghi e le borse grandi, così come tutto ciò che è oversize".
Due stili, due misure
Un aiuto arriva anche dall'acconciatura: "Più i capelli sono lunghi, più la figura si accorcia", dice Luigi Ciccarelli, direttore creativo di Maison Mamì, nuovo salone milanese. "Quindi, chi non è molto alta, dovrebbe portarli corti e comunque mai sotto le spalle. Certo, se siamo di fronte a una piccolina proporzionata tipo Kylie Minogue, allora ci si può permettere una chioma più lunga, che comunque deve essere scalata. I raccolti, invece, slanciano sempre, in particolar modo le code alte e gli chignon informali". Ma le piccole un vantaggio ce l'hanno: "Possono permettersi di giocare con i colori dei capelli, a differenza delle alte, che hanno bisogno di addolcirsi con nuance dolci e colpi di luce". Non è vero, quindi, che alle stangone tutto è consentito: " Una donna molto alta con un taglio corto non è aggraziata. Le staranno meglio capelli alle spalle, possibilmente morbidi, e raccolti non troppo precisi, che altrimenti andrebbero ad allungare ancoras di più", dice l'hair stylist. E per quanto riguarda l'abbigliamento? "Le alte sono più fortunate perché possono permettersi di osare di più con gli accessori e non hanno problemi né con le maxi lunghezze né con i vestiti a più strati", continua Goodkind. "Ma anche loro devono stare attente alle gonne corte con le ballerine: dipende tutto dalle gambe".
di Michele Motta