Notiziario chimico farmaceutico - giugno 2005
Riprogettaregli esseri umani
L'impatto dell'Ingegneria genetica sul destino biologicodella nostra specie
Gregory Stock, autore di questo libro, si è laureato in Biofisica ed è
considerato attualmente uno dei massimi conoscitori delle implicazioni dell'ingegneria genetica in campo medico e sociale. Trascendere i limiti umani rimane ancora un'ambizione a cui si guarda con sospetto; nell'antichità era considerata una violazione dei codici degli dei e
quindi severamente punita. Ciò non toglie che lo stimolo verso orizzonti sconosciuti, che potrebbero aprirci a possibilità infinite di miglioramento della nostra condizione, sia sempre presente e scalpitante. Questo libro si sofferma sulle nuove tecnologie riproduttive concernenti la selezione e la modificazione degli embrioni umani.
Attualmente la situazione oppone una posizione pubblica decisamente scettica a un crescente interesse scientifico per opportunità ancora poco sfruttate, tipo la fecondazione in vitro e la selezione degli embrioni.
Si tratta però di alternative già esistenti: per quanto ancora l'uomo girerà la testa dall'altra parte ripetendosi che ciò non è eticamente giusto?
Per assurdo nessuno si indigna di fronte al controllo delle nascite,
fenomeno che rappresenta comunque una modifica del normale processo riproduttivo, ma tutti sono fermamente convinti che il ripudio delle nuove tecnologie sia in assoluto la risposta giusto al quesito. Alcune esitazioni sono certamente motivate. Se e quando un giorno l'ingegneria della linea germinale avrà raggiunto livelli molto alti di sviluppo potrà segnare l'inizio dell'auto-programmazione umana e comportare una selezione
sofisticata, ma allo stesso tempo molto conservatrice, perché
probabilmente si limiterà a rprodurre coppie genetiche di
persone che già esistono. Ma la minacciosa ipotesi di
estinzione del genere umano potrebbe rivelarsi veritiera e
determinata dai successi tecnologici, un processo di accelerazione dell'evoluzione che terminerebbe nell''eliminazione di ciò che noi
siamo e consideriamo umano in favore di una specie completamente trasformata. Il proposito dell'autore sintetizzabile in un'analisi
approfondita della natura e nella collocazione in questo quadro dei cambiamenti e deiprogressi. È utile ricordare che comunque la si pensi la scienza è continuamente impegnata nella ricerca e nell'elaborazione
di nuove tecnologie, anche per tutti coloro che soffrono di
patologie al momento non curabili, per esempio le coppie
sterili. Non fissiamoci quindi su scenari troppo fantascientifici in
cui alcune individualità hanno il potere di stravolgere il destino
umano; tentiamo di vedere i vantaggi immediati strettamente legati alla
guarigione e al miglioramento della vita dell'uomo. Per comprendere fino a dove ci si possa spingere è bene considerare quei campi in cui
già ci siamo superati. Nello sport, per esempio, abbiamo trovato il modo di migliorare le nostre prestazioni con alcuni tarmaci, tipo l'eritropoietina,
ormone proibito utilizzato nelle corse di ciclismo.
Un pericolo grande e poco gestibile dato dalla competività e
la voglia di vincere, che porta inevitabilmente gli atleti ad assumere i tarmaci miracolosi per non soccombere; con il progresso tecnologico sempre più efficace diventerà anche più difficile individuarne la presenza.
Altro territorio in cui la posta in gioco è molto alta è l'estetica e la
chinirgia capace di ritoccarla: contrastare la vecchiaia e ridisegnare le forme del nostro corpo non è una cosa che eticamente ci preoccupa. E il desiderio di fondo rimane sempre quello antico: superare e vincere la mortalità, assaporando l'eternità divina.