La scienza nei musei
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Almanacco della scienza - 15-18.11.2006

Musei per tutti i gusti

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Quando furono fondati, i primi musei strutturati avevano l'aspetto di templi dedicati ai grandi artisti, di immensi luoghi della memoria, ma già nel Settecento si è cominciata a fare strada l'idea che il patrimonio artistico rappresenti un bene per la collettività; diventa perciò indispensabile che i musei non si limitino a esporre le opere, ma si facciano convincenti e chiari, trasformandosi in veri e propri poli di promozione culturale.
Oggi il museo affronta tutti gli aspetti della vita sociale, è luogo di diffusione dell’arte a struttura flessibile, è centro polivalente di attività culturali con laboratori, sale per conferenze, aule didattiche ed esposizioni temporanee).
Questa complessa evoluzione del ruolo dei musei è documentata, con dovizia di particolari, nel testo “Musei. Trasformazioni di un’istituzione dall’età moderna al contemporaneo” di Pietro C. Marani e Rosanna Pavoni. Nel libro è messo a fuoco il ruolo del museologo e si riportano i cambiamenti avvenuti nella definizione stessa di museo. Sono messe in risalto le specificità dei musei americani e di quelli italiani (modello di due diverse concezioni e strategie espositive), ci si sofferma quindi a valutare le differenti possibilità di scelta offerte oggi al patrimonio museale, che vanno dalla spettacolarità all’idea di museo come organismo complesso in grado di valorizzare un territorio. Le schede conclusive, dedicate ad alcuni casi esemplari di musei, forniscono interessanti strumenti di lavoro e approfondimento.
I musei della scienza sono uno degli esempi più concreti, di come la vecchia ideologia della conservazione abbia lasciato il posto alla nuova ideologia della collaborazione e della didattica. In “I musei della scienza. Dal mondo alla Puglia” di D. De Nicolò, A. Garuccio, A. Martello e V. Padovano viene presentata un’accurata rassegna dei più importanti musei scientifici nazionali e internazionali e ne è illustrata la recente evoluzione in ‘science city centre’, strutture che propongono non solo la possibilità di visitare il museo, ma anche di usufruire di una serie di opportunità quali strutture alberghiere e attività commerciali.
La seconda parte del libro illustra invece la realtà museale tecnico-scientifica pugliese, ricca di risorse ma caratterizzata da un’offerta ‘generalmente non omogenea, con limitati momenti di divulgazione e valorizzazione dei beni’. In questo contesto alcune strutture già operanti costituiscono un importante punto di partenza per l’auspicabile realizzazione di reti regionali in grado di gestire e ottimizzare i centri della scienza.
E se la vostra voglia di scienza non è mai troppa o semplicemente non abitate in Puglia, ma avete voglia di approfondire la vostra cultura scientifica, la guida “La scienza nei musei. Guida alla scoperta dello straordinario patrimonio museale scientifico italiano” di F. Monza e F. Barbagli è quello di cui avete bisogno. Oltre 300 musei, orti botanici e acquari italiani, selezionati, regione per regione, incluse semplici collezioni o istituzioni minori, molte veramente curiose come il ‘Museo della frutta’ di Torino, il ‘Museo della farmacia’ di Bressanone o il ‘Giardino Montano’ di Iglesias.
Uno strumento pratico e una vera e propria risorsa di conoscenza, ‘un compagno di viaggio’, utile non solo agli appassionati, ma anche ai docenti intraprendenti e ai genitori di bimbi curiosi.

Silvia Biserni